Rimozione nutrienti dal Rio Zermason
| Titolo per esteso dell'incarico |
|---|
| Interventi di riqualificazione ambientale dello scolo Zermason nei Comuni di Zero Branco, Preganziòl, Mogliano Veneto e Marcon |
| Localizzazione |
| Comune di Marcon (VE) |
| Committente |
| IRIS s.a.s. Strategie per l'Ambiente per conto del Consorzio di Bonifica Dese Sile (VE) |
| Attività svolte |
| Capo commessa, progettazione sistema di alimentazione, riqualificazione ambientale e inserimento paesaggistico |
| Importo opere |
| 370.000 euro |
| Periodo di svolgimento |
| Inizio incarico 2003, completata progettazione definitiva, in corso VIA |
Introduzione
Con inizio nel 2003 la società IRIS s.a.s. in ATP con IRIDRA s.r.l. e altre due società, per conto del Consorzio di Bonifica Dese Sile (VE), ha investito l'ing. Giuliano Trentini (socio di ELEMENTI) del ruolo di capoprogetto.
Il progetto qui illustrato si inquadra nel cosiddetto "Piano Direttore": piano di interventi per la prevenzione dell'inquinamento e il risanamento della Laguna di Venezia, in particolare questo fa parte dell'insieme di interventi mirati alla rimozione di nutrienti (fosforo e azoto) dalle acque del reticolo idrografico superficiale.
Nello specifico, a questo progetto è stato assegnato l'obiettivo di rimuovere ogni anno 5.000 kg di azoto e 500 kg di fosforo.

Descrizione generale del progetto
Il progetto affida la rimozione dell'azoto principalmente ad una wetland a flusso superficiale posta all'interno della confluenza tra Fiume Zero e Rio Zermason, con la superficie di 3,8 ha.
La rimozione del fosforo viene perseguita parte attraverso lo sfalcio periodico del canneto nella wetland e parte attraverso una trappola per sedimenti lungo il Rio Zermason, ottenuta realizzando una allargamento del canale con una superficie totale di 600mq.
La rimozione di porzioni del carico di azoto è affidata ad un'area boscata irrigata in continuo, posta in un'area racchiusa tra un'ansa dello Zero e lo Scolo Bianchi, e a fasce tampone, concepite principalmente allo scopo di riqualificare da un punto di vista paesaggistico e ambientale l'area di intervento. L'area boscata ha una superficie di 1,2 ha e le fasce tampone uno sviluppo lineare di 2.500 m e una superficie efficace, cioè quella ingombrata dalle chiome, di 1,17 ha.
Il sistema viene alimentato a gravità con acqua prelevata più a monte dal Fiume Zero utilizzando un vecchio sistema irriguo ora in disuso, in prossimità degli interventi il canale di adduzione esistente viene sbarrato da una paratoia che permette di alzare il livello idrico e derivare le portate.
Il progetto, nel suo complesso, insiste su di una superficie estesa poco più di 6 ha.
Studio di Impatto Ambientale
L'ing. Giuliano Trentini ha provveduto alla redazione dello Studio di Impatto Ambientale.
Il SIA è stato sviluppato contestualmente alla redazione del progetto affinché quest'ultimo potesse integrare e recepire positivamente tutte la valutazioni di carattere ambientale che emergevano dal primo. Questo sviluppo integrato ha comportato il confronto tra varie soluzioni progettual e ha avuto l'effetto, tra gli altri, di ridurre la superficie a canneto all'interno della wetland per far spazio ad isolotti boscati con finalità prettamente ecologiche.
Gli effetti su tutte le componenti ambientali, in fase di cantiere e di esercizio, sono stati valutati per lo più con metodologie qualitative.
Si è provveduto ad implementare apposita modellistica numerica per la valutazione degli effetti sulla pericolosità idraulica (modello di moto permanente, ing. Trentini), sull'abbattimento del fosforo nella trappola per sedimenti (ing. Trentini) e sull'abbattimento dell'azoto (confronto con esperienze simili e applicazione modelli di Kadlec&Knight e di Reeds, a cura di IRIDRA s.r.l.).
L'ing. Trentini ha infine sviluppato un'analisi costi benefici nella quale il progetto in esame è stato messo a confronto con interventi di depurazione facenti uso di teconologie tradizionali che ha dato risultati ampiamente positivi

Progettazione idraulica
Tutta la progettazione idraulica è stata condotta dall'ing. Trentini (socio di ELEMENTI).
Il progetto comporta il prelievo di 15.000 mc/giorno (poco più di 170 l/s) di acqua dal Fiume Zero; questa portata viene restituita a valle delle wetland nello Zermason, salvo una quota parte persa per evapotraspirazione ed infiltrazione nel suolo.
Per rispondere alle necessarie esigenze di flessibilità di gestione della wetland, ad esempio per far fronte a riduzioni di concentrazione di nutrienti, il canale di alimentazione della wetland è in grado di convogliare fino a 20.000 mc/giorno.
La derivazione delle portate dal canale di alimentazione necessita la realizzazione di uno sbarramento. Per evitare che questo provochi esondazioni è stata prevista l'installazione di una paratoia a ventola, che è in grado di aprirsi sotto la sola spinta dell'acqua al raggiungimento di un dato livello idrico a monte.
L'alimentazione della wetland è stata concepita in modo tale da intercettare le acque di prima pioggia (le più cariche di nutrienti) e di invasare transitoriamente fino a 14.000 mc di acqua in occasione delle piene più consistenti, così da aumentare la capacità di laminazione del reticolo idrografico

Riqualificazione ambientale
La realizzazione del progetto è l'occasione per una significativa riqualificazione ecologica e paesaggistica dell'area con:
- messa a dimora di fasce boscate lungo i canali;
- creazione di un'area golenale facilmente allagabile rimboischita con essenze igrofile come ontani e salici;
- creazione di aree boscate con alberi di prima grandezza all'interno dell'area umida, passibili di essere colonizzate da colonie di ardeidi (garzaie);
- messa a dimora di un filare di pioppo cipressino lungo il Fiuem Zero, classico elemento del paesaggio agricolo della pianura veneta la cui presenza si è fortemente dirata;
- creazione di un lembo di foresta umida planiziale;
- creazione di un sistema di piste inerbite necessarie agli interventi di manutenzione ma utilizzabili anche per attivtà ricreative.

Gestione
Il progetto è completato da un piano di monitoraggio che avrà lo scopo di monitorare l'effettiva efficacia degli interventi e di guidarne la messa a punto.
L'efficiacia nel tempo è strettamente dipendente da una corretta gestione del sistema, per tale ragione è stato definito un puntuale protocollo di gestione e di manutenzione.
L'ombreggiameto da parte delle fasce boscate sulle sponde determina un rallentamento dello sviluppo delle macrofite e del canneto nel canale, lo sviluppo degli apparati radicali stabilizza le sponde, per questa via si ha una significativa riduzione dei costi di manutenzione a carico del consorzio di bonifica.


