Raccordo Villesse - Gorizia

Titolo per esteso dell'incarico
Progettazione degli impianti di controllo e depurazione delle acque di piattaforma e per la progettazione delle opere a verde di mitigazione e compensazione dell'impatto ambientale
Localizzazione
Comuni di Villesse, Gradisca, Farra d'Isonzo, Romans d'Isonzo, Saogna e Gorizia, in Provincia di Gorizia
Committente
Autovie Venete s.p.a.
Attività svolte
Progettazione sistemi di adduzione acqua da trattare, progettazione riqualificazione dei canali, aree boscate e interventi per l'inserimento ambientale
Livello di progettazione
Progettazione definitiva con capitolato speciale d'appalto
Importo opere
2.300.000 euro per l'inserimento territoriale
6.000.000 euro per il trattamento delle acque
Periodo di svolgimento
Fine 2006 - Inizio 2007

Introduzione

ELEMENTI, in A.T.P. con la mandataria IRIDRA s.r.l. di Firenze, ha vinto l'appalto per la progettazione definitiva degli impianti di controllo e depurazione delle acque di piattaforma e delle opere di mitigazione e compensazione ambientale per il potenziamento a sezione autostradale del raccordo Villesse Gorizia (lunghezza 18km).

Per il raggiungimento degli obbiettivi citati sono stati progettati quasi quindici ettari di verde tra siepi mono o plurifilare, piccoli boschi, aree a verde degli svincoli, boschi ripariali nelle aree di ritenzione per un totale di quasi 50.000 tra alberi ed arbusti di varia età. Parallelamente sono state progettate 60 aree di fitodepurazione capaci di trattare tutte le acque provienti dalla piattaforma stradale.

L'ottica del lavoro è stata quella di considerare ogni singolo elemento progettuale (ad esempio un impianto di fitodepurazione oppure una siepe) non come elemento a sè stante capace di svolgere una sola funzione ma come elemento polifunzionale capace di integrarsi e sovrapporsi agli altri. Così le aree di ritenzione delle acque trattate sono state concepite in modo da attribuire loro anche funzioni di tipo paesaggistico-ambientale, parimenti la fascia a verde lungo l'asse autostradale serve a mascherare alla vista l'autostrada, ad assorbire il rumore e gli inquinanti e da corridoio ecologico.

Per questa via è stato possibile soddisfare, per quanto possibile, sia le aspettative "esterne" legate alle caratteristiche del territorio ed a tutti gli aspetti sociali, paesaggistici, morfologici, geologici, naturali etc. ad esso legati, sia le aspettative "interne", di tipo tecnico ed economico, avanzate dal committente.

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Barriere alberate

Le siepi alberate sono state pensate con l'obbiettivo di ricomporre, per quanto possibile, la cesura dovuta alla presenza del tracciato autostradale, migliorare la qualità dell'aria, edificare barriere fonoassorbenti naturali, equipaggiare a verde il paesaggio, tutelare le aree abitate dall'impatto visivo e, infine, garantire la connessione e la connettività del territorio anche sotto l'aspetto faunistico.

Nella progettazione si sono integrati i comuni concetti dell'architettura del paesaggio con i criteri più propriamente agronomici e naturalistici, in maniera tale da realizzare delle siepi polifunzionali in grado di assicurare la funzionalità sia sotto l'aspetto dell'integrazione nel paesaggio sia sotto l'aspetto faunistico che naturalistico. La composizione specifica e le caratteristiche strutturali delle siepi sono direttamente mutuate da quelle della vegetazione naturale potenziale e da quelle della vegetazione esistente.

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Integrazione paesaggistica delle infrastrutture

Nella progettazione delle opere d'inserimento paesaggistico-ambientale delle opere d'arte (rilevati, viadotti, punti, galleria artificiale) si sono seguiti criteri progettuali orientati al perseguimento di scopi plurimi, come attribuire decoro e dignità a spazi che costituiscono l'entrata al raccordo autostradale, raccordare le sistemazioni ornamentali con gli elementi vegetazionali di progetto a valenza più naturalistica, raccordarsi ai caratteri del paesaggio, ottenere buoni risultati estetici e ornamentali riducendo la manutenzione futura, inserire in disegni gradevoli e nelle sistemazioni ornamentali anche le aree di percolazione e fitodepurazione presenti negli svincoli.

Nella definizione degli impianti si è cercato di coniugare criteri naturalistici con la necessità di facilitare le operazioni di manutenzione per i primi anni dalla messa a dimora, privilegiandol'utilizzo di latifoglie autoctone, sia come arbusti che come alberi di prima o seconda grandezza, con sesti d'impianto meno artificiali possibile (moduli a file curvilinee sfalsate e parallele).

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Rinverdimento banchette antirumore

Il rinverdimento delle banchette prevede di raggiungere diversi obbiettivi: da una parte la valorizzazione paesaggistica del manufatto e il consolidamento della scarpata della banchetta sul lato campagna; dall'altra esso contribusce all'abbattimento delle polveri e del particolato e aumenta (marginalmente) la capacità fonoassorbente della barriera.

Nella progettazione si sono comunque considerati i fattori più importanti quali la continuità dello schermo vegetale (le piante sono ravvicinate il più possibile), la scelta di specie che garantiscano ampiezza e robustezza delle foglie, un giusto portamento ed una buona densità della chioma.

La siepe si presenta esternamente come una alberatura molto fitta che degrada verso la sommità dela banchetta in una siepe alta e fitta.

In pratica viene prevista la piantagione di un filare arbustivo-arboreo, posizionato ad 1 metro dal piede della banchetta, e parallelo ad essa, formato da alberi di seconda grandezza con interasse di 4 metri sulla fila ed arbusti ad interasse di 1 metro sulla stessa fila. Dal filare fino al ciglio superiore della banchetta vengono impiantati arbusti in ragione di 1 ogni 2 mq.

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Connettività ecologica

Tutto il lavoro di progettazione è stato preceduto da un'analisi del territorio attraversato dal raccordo autostradale, per riconoscerne e localizzarne le emergenze ambientali, le aree a maggior valore naturalistico e la connettività esistente fra queste: essa ha messo in evidenza come il raccordo (esistente) costituisca una barriera che isola il fiume Isonzo dai territori più a nord.

Sulla base di queste analisi sono stati individuati i tratti di siepe lungo l'autostrada che devono assolvere funzione di corridoio, al fine di caratterizzarli debitamente; sono poi state incrementate le connessioni tra nord e sud, innervandole nelle direttrici parallele all'asse viario, con la realizzazione di 2 sottopassi faunistici, e l'equipaggiamento a verde di una porzione della sommità della galleria artificiale di Savogna al fine di renderla attraversabile dalla fauna.

La realizzazione di sottopassi per specie di grossa taglia (es. cervi o cinghiali) non è stata possibile per limiti tecnici (data la notevole sezione che essi richiedono), d'altro canto, si è considerato che si tratta generalmente di specie con una notevole mobilità, in grado di utilizzate altri collegamenti (per esempio l'Isonzo od il sovrapasso del raccordo presso Savogna).

Il target faunistico preso in considerazione, quindi, è stato quello della fauna di piccola e media taglia.

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